Lo vidi in un bar. Quel bar in cui consumavo quantità industriali di Ceres. Un uomo anziano, sguardo intelligente e tagliente.
L'avevo intravisto altre volte, ma non era mai capitato di parlare. Solitamente preferisco stare sulle mie. I guai se devono arrivare arrivano. Quel giorno, mentre ero uscito il tempo di fumare una sigaretta, ad un tratto me lo trovai lì. Mi guardò con un sorriso particolare poi mi disse: piacere, io sono un filosofo; è un pò di tempo che ti osservo.
Lo sai che cos'è la filosofia? Lo guardai un pò così.
Forse anche per via delle Ceres che avevo in corpo, poi gli risposi:
quando colui che ascolta non capisce colui che parla e colui che parla
non sa cosa stia dicendo; questa è filosofia. Stette un attimo in silenzio, poi ribatté: allora hai letto Voltaire. Si ho letto anche Voltaire.
Spensi la sigaretta.
Prima di entrare gli chiesi: lo sa che cos'è la vita? Spense anche lui la sigaretta, poi disse: la vita non è che la continua meraviglia di esistere. Ci scambiammo un sorriso. Allora ha letto Tagore.
Si ho letto anche Tagore. Rientrammo al bar. Lui ordinò un bianco sporco, io un'altra Ceres. Cose che succedono tra esseri umani pensai tra me.
Nello stesso istante in cui da qualche altra parte si uccidono.
Mi voltai per chiedergli un'altra cosa.
Non c'era più. Come dissolto.
Tornai spesso in quel bar. Non lo rividi mai più. Forse non era un filosofo. Forse era dio travestito da uomo anziano. Forse... Non lo saprò mai. Forse...

* l'illustrazione è un dipinto di René Magritte: la lampada filosofica *

la combinazione di una candela serpentina della conoscenza, con una testa che assomiglia a quella di Magritte e sembra fumare se stessa, sembra essere un'ironica risposta alla luce e alla chiarezza che dovrebbe portarci il pensiero..