Ho visto
un uccelletto che nutriva il suo piccolo
un grande uomo chiedeva l'elemosina
un piccolo uomo cianciava al telefono
di un affare da centomila euro
Poi
ho alzato gli occhi al cielo
nuvole buffe e scie chimiche
non sapevo se ridere o piangere
Il grande bluff procedeva spedito
come se la morte non fosse mai esistita
ma non era paura della morte la mia
Allora
entro in un supermarket
lo scaffale degli alcolici sempre lì
al solito posto
Mi soffermo per un momento
rifletto sulla fedeltà di quegli scaffali
metafora liquida dell'amore
come mancanza, come calore
Calore
che sale dallo stomaco al cervello
ti senti meno solo o forse perchè
l'alcol non parla, non ti accusa
si limita a fare un pò più dolce lo spettacolo
E non è poco..
Sento
una voce da dietro
una ragazzina
avrà avuto vent'anni
mi fa: "posso bere anch'io?"
Le porgo la bottiglia
senza dire nulla
beve un lungo sorso
restituisce la bottiglia
ci guardiamo negli occhi
vedo punte di spillo..
Accenno
un sorriso
qualcosa di simile
lei ricambia e aggiunge:
"ti va di venire a casa mia?
mi è venuta voglia di prendertelo in bocca.."
La bacio sulla fronte
la abbraccio, la stringo
le lascio la bottiglia
"non posso" le dico
"devo scrivere una poesia"
Questa