Non c'è altro.

Solo la donna per rallegrarci,
solo occhi di donna per riconfortarci,
solo corpi nudi,
territori in cui l'uomo non si stanca.

Se non è possibile dedicarsi a Dio
nell'epoca della crescita,
che cosa dare al cuore afflitto
se non il circolo di morte necessaria
che è la donna?

Siamo nel sesso,
bellezza pura,
cuore solo e pulito.

(Jaime Sabines)






Per farla finita con la monogamia, la fedeltà, la procreazione, la famiglia,
il matrimonio e la connessa coabitazione, in questo libro Michel Onfray ridefinisce il desiderio come eccesso, il piacere come dispendio e propone una teoria del "contratto" basato solo sulla volontà di due liberi individui.

Contro il modello cristiano che ancora oggi presiede alla definizione della relazione tra i sessi, Onfray propone una rilettura dei filosofi materialisti
e "sensualisti" dell'antichità greco-romana.

All'ideale ascetico (pitagorico ed ebraico, platonico e cristiano), che implica il disprezzo del corpo, il rifiuto delle pulsioni e del piacere, la misoginia e lo strapotere del maschio, Onfray contrappone quello edonistico (cirenaico, cinico, epicureo), che riscopre la libertà amorosa
e la carnalità "senza colpa" e inventa il celibato gioioso e l'uguaglianza libertina degli uomini e delle donne.

Contro la mutilazione del corpo, ci invita a un'erotica solare interamente ancorata agli istinti vitali e rifiuta radicalmente le pulsioni di morte, proponendosi di rispondere alla domanda:
come restare liberi nella relazione amorosa?

A questo scopo, ci spinge a scristianizzare l'etica, a realizzare un femminismo libertino, a promuovere un eros leggero e ludico, a formulare una psicologia delle passioni che renda possibile l'arte di restare sé stessi nel rapporto con l'altro.

(Fonte: Fazi Editore)

consigliato a tutti i liberi pensatori, questo saggio merita di essere letto






Si dice che Eric Kroll abbia reinventato il fetish attraverso la voracità del nostro immaginario. La sua più grande capacità è quella di catturare scene eccessive donandogli qualità. I suoi book sono dei bestseller, ciò che prima era considerata (a torto) una deviazione sessuale ora è Arte.

Sul finire degli anni Novanta il fotografo di New York ha aperto la strada
ad una nuova forma di utopia fetish.

Il suo book più famoso "Le trasformazioni di Gwen" ha ribaltato molti luoghi comuni che fino ad allora ingabbiavano questa forma d'arte in un girone squallido e minore. A mio modesto parere Eric Kroll è il più grande fotografo fetish del mondo, merita una particolare attenzione.

Un altro suo book molto bello che consiglio è "Fetish Girls"







Strade




Gocce di rugiada si dissolvono
al calore del primo sole
come amori impossibili
su una fredda panchina

Non resta che il dolce ricordo
a scaldarci il cuore
in questo assurdo non-luogo
che è l'esistenza umana

Strade che si incrociano
mentre altre si dividono
oppure si muovono parallele
senza mai toccarsi

Come amanti disperati
come amori mai nati
come cani affamati

(Galdo)


(Portishead - Roads)   


    dedicata alle anime che si cercano...

 





Mille e mille volte si era rifugiata in quel luogo.

Ai suoi occhi rappresentava molto più di una semplice soffitta.
Era il suo rifugio. Polveroso, semibuio, eppure così protettivo.
Era lo schermo che la proteggeva dal mondo esterno.
Dai soprusi, dalle ingiustizie, dalle maldicenze, dal cinismo,
dalla violenza. Da tutti quei dolori che le esplodevano dentro,
nel cuore e nel cervello, senza pietà... e senza rimorsi.

I sospiri salivano, dallo stomaco, per poi fermarsi in gola.
Avrebbe voluto urlare, ma non riusciva, non era possibile.
Il suo era un urlo silenzioso, soffocato. Prigioniero anch'esso.
Eppure, sentiva che esisteva anche l'Amore, in quel mondo così falso.
In qualche luogo, forse remoto, forse vicino, forse dentro Lei..
Lo sentiva, pur non riuscendo a localizzarne la magica fonte.

Allora danzava.. danzava e danzava, leggera come una libellula.
Lieta come una buona novella, le nasceva dentro una musica.
Una sinfonia dolce la coccolava, la prendeva per mano e la guidava
lungo i sentieri della serenità.

Momenti in cui il suo viso s’illuminava di un sorriso angelico, puro.
Cambiava espressione, sembrava trasfigurarsi, come a specchiarsi in un sogno,
leggera fata dei cristalli, volava nei cieli blu dell'immensità.

Altre volte caricava un vecchio carillon, poi lo ammirava estasiata.
Piena d’ammirazione per la ballerina classica che indossava quello
splendido tutù bianco sporco.
Quel tutù che in un passato non lontano era stato bianco cangiante,
ora impolverato, ma ai suoi occhi era bianco lo stesso, era come
un asfodelo bellissimo, quell'asfodelo che sbocciava solo per Lei,
nel giardino invisibile ma reale al quale aveva dato un nome.

Era il suo giardino, il Giardino degli Incantesimi..


A volte invece, volgeva lo sguardo verso l'abbaino e notava una stella.
Stava lì, la fissava in contemplazione, chiedendosi cosa ci fosse davvero lassù, dentro quella magica pulsazione luminosa e misteriosa.
La percepiva come cosa amica, che mai le avrebbe fatto male,
mai e poi mai.

La sentiva come una parte di sé, che in qualche modo si era staccata, per volare fin lassù,
a posarsi in quell'impenetrabile e sconfinato drappo nero che tutto avvolgeva.
Le parlava, le diceva di quanto si sentiva male, di quanto si sentiva incompresa, di quanto si sentiva sola, una tristezza che spesso le toglieva il fiato. La stella rimaneva immobile e muta.

Quella notte però non era una notte come le altre: la stella le parlò.
Parlò al suo cuore. Al suo cuore di bambina innocente e sognante.
Le disse: bimba che mi guardi di laggiù, questa notte ti racconterò
una favola.

Fu così che la stella iniziò a narrare:

C'era una volta una bambina, che ora è diventata donna,
una stupenda donna. Da bambina era un pò come te, incompresa..
Questa donna esiste, in un luogo che non posso dirti, ma esiste.
Ha sofferto molto, e soffre ancora, proprio come te, ma è cresciuta.
E' diventata un'anima grande, sensibile, tenera come il più tenero dei fiori. La sofferenza l'ha plasmata, l'ha fatta diventare una donna migliore, una donna che comprende chi soffre.
La sua anima non conosce distanze.
E' una nuvola soffice che si espande negli interstizi delle parole non dette. E' una girandola di colori, un arcobaleno di sentimenti.
E' il sentiero tracciato da Iride tra Terra e Paradiso.

Esiste anche un uomo, che adora questa donna-bambina, la ama
con tutto se stesso, perché gli è impossibile il non amarla.
C'è stato un tempo nel quale si sono amati e forse anche odiati, incapaci di capire davvero cosa provavano l'uno per l'altra, o forse si trovarono in un tempo nel quale semplicemente non potevano capirsi nel profondo, a volte capita dolce bimba..
Quell'uomo ora la pensa giorno e notte, maledicendosi per i terribili sbagli dei quali solo lui è il colpevole...
Ma non ha perso la voglia di sognare: sogna quella donna, sogna che le doni una bimba dolce come te, sogna di poterle amare, rispettare, coccolare e proteggere da tutto e da tutti...

La stella continuò a narrare, finchè la bambina si addormentò,
abbracciando la sua bambola di pezza.
Sognò un'altra stella, che le raccontò un'altra favola



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Sete di te m'incalza nelle notti affamate.
Sete di metallo ardente, sete di radici avide.

Ancora bianca che cadi sul mare che attraversiamo.
Solco per il torbido seme del mio nome.

Se questo è il legame come poterlo tagliare, come.
Come, se persino le mie ossa hanno sete delle tue ossa.


Sete di te, che nelle notti mi morde come un cane.


Gli occhi hanno sete, perchè esistono i tuoi occhi.

La bocca ha sete, perchè esistono i tuoi baci.

Il corpo, incendio vivo che brucerà il tuo corpo.

Di sete.
Sete infinita.
Sete che cerca la tua sete.

E in essa si distrugge come l'acqua nel fuoco.

~~~~~~~~~~


Versi scelti, tratti dalla poesia
di Pablo Neruda, "Sete di te m'incalza"

La foto è tratta da un dipinto di Bruno Di Maio, "
Simpony in White"


la dedico alle donne e agli uomini che bruciano d'amore..
l'unica cosa per cui vale la pena vivere




I più grandi dolori sono quelli di cui noi stessi
siamo la causa

(Sofocle)




Angelo del dolore - scultura di William Wetmore Story (1819-1895)
Roma - Cimitero Acattolico





Alla fine ricorderemo non le parole dei nostri nemici,
ma il silenzio dei nostri amici

(Martin Luther King)




Allegoria del Silenzio - fontana di Anfitrite di Donato Carabelli (1760-1828)
Lainate (Mi) - Villa Litta






E ti lasci andare danzando con piccoli passi
Cammini piano sul mio fragile petto
  E' un sali e scendi con me non farlo è un peccato
E danza così, danza sempre più forte
Sul mio petto, continua così
E muovi piano il tuo corpo, sul mio petto

I tuoi piedi nudi da qui mi fanno impazzire
Le tue gambe poco più su, l'infinito piacere
Va bene danza così, danza sempre più forte
Sul mio petto, continua così
E muovi lento il tuo corpo, sul mio petto

  E' una danza che fa piovere amore
Una danza che ci fa parlare senza le parole
Fino a quando non arriva il sole
Fino a quando non avrai più voglia di danzare

E poi quando arriva la pioggia è tutto più bello
Il tuo sguardo, i tuoi lineamenti, i tuoi movimenti
E finisce così, la tua danza finisce, sul mio petto
  E' finita così, con quattro gocce d'amore, sul mio petto

  E' una danza che fa piovere amore
Una danza che ci fa parlare, senza le parole
Fino a quando non arriva il sole
Fino a quando non avrai più voglia di danzare

(Danza sul mio petto - Biagio Antonacci)

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fermati qui

tra le mie braccia

ritroverai i sogni che hai smarrito..

..e che io voglio vivere con Te...







l'unico mago e alchimista

che trasforma ogni cosa in oro

  ha un nome: Amore