
Mille e mille volte si era rifugiata in quel luogo.
Ai suoi occhi rappresentava molto più di una semplice soffitta.
Era il suo rifugio. Polveroso, semibuio, eppure così protettivo.
Era lo schermo che la proteggeva dal mondo esterno.
Dai soprusi, dalle ingiustizie, dalle maldicenze, dal cinismo,
dalla violenza. Da tutti quei dolori che le esplodevano dentro,
nel cuore e nel cervello, senza pietà... e senza rimorsi.
I sospiri salivano, dallo stomaco, per poi fermarsi in gola.
Avrebbe voluto urlare, ma non riusciva, non era possibile.
Il suo era un urlo silenzioso, soffocato. Prigioniero anch'esso.
Eppure, sentiva che esisteva anche l'Amore, in quel mondo così falso.
In qualche luogo, forse remoto, forse vicino, forse dentro Lei..
Lo sentiva, pur non riuscendo a localizzarne la magica fonte.
Allora danzava.. danzava e danzava, leggera come una libellula.
Lieta come una buona novella, le nasceva dentro una musica.
Una sinfonia dolce la coccolava, la prendeva per mano e la guidava
lungo i sentieri della serenità.
Momenti in cui il suo viso s’illuminava di un sorriso angelico, puro.
Cambiava espressione, sembrava trasfigurarsi, come a specchiarsi in un sogno, leggera fata dei cristalli, volava nei cieli blu dell'immensità.
Altre volte caricava un vecchio carillon, poi lo ammirava estasiata.
Piena d’ammirazione per la ballerina classica che indossava quello
splendido tutù bianco sporco.
Quel tutù che in un passato non lontano era stato bianco cangiante,
ora impolverato, ma ai suoi occhi era bianco lo stesso, era come
un asfodelo bellissimo, quell'asfodelo che sbocciava solo per Lei,
nel giardino invisibile ma reale al quale aveva dato un nome.
Era il suo giardino, il Giardino degli Incantesimi..
A volte invece, volgeva lo sguardo verso l'abbaino e notava una stella.
Stava lì, la fissava in contemplazione, chiedendosi cosa ci fosse davvero lassù, dentro quella magica pulsazione luminosa e misteriosa.
La percepiva come cosa amica, che mai le avrebbe fatto male,
mai e poi mai.
La sentiva come una parte di sé, che in qualche modo si era staccata, per volare fin lassù, a posarsi in quell'impenetrabile e sconfinato drappo nero che tutto avvolgeva.
Le parlava, le diceva di quanto si sentiva male, di quanto si sentiva incompresa, di quanto si sentiva sola, una tristezza che spesso le toglieva il fiato. La stella rimaneva immobile e muta.
Quella notte però non era una notte come le altre: la stella le parlò.
Parlò al suo cuore. Al suo cuore di bambina innocente e sognante.
Le disse: bimba che mi guardi di laggiù, questa notte ti racconterò
una favola.
Fu così che la stella iniziò a narrare:
C'era una volta una bambina, che ora è diventata donna,
una stupenda donna. Da bambina era un pò come te, incompresa..
Questa donna esiste, in un luogo che non posso dirti, ma esiste.
Ha sofferto molto, e soffre ancora, proprio come te, ma è cresciuta.
E' diventata un'anima grande, sensibile, tenera come il più tenero dei fiori. La sofferenza l'ha plasmata, l'ha fatta diventare una donna migliore, una donna che comprende chi soffre.
La sua anima non conosce distanze.
E' una nuvola soffice che si espande negli interstizi delle parole non dette. E' una girandola di colori, un arcobaleno di sentimenti.
E' il sentiero tracciato da Iride tra Terra e Paradiso.
Esiste anche un uomo, che adora questa donna-bambina, la ama
con tutto se stesso, perché gli è impossibile il non amarla.
C'è stato un tempo nel quale si sono amati e forse anche odiati, incapaci di capire davvero cosa provavano l'uno per l'altra, o forse si trovarono in un tempo nel quale semplicemente non potevano capirsi nel profondo, a volte capita dolce bimba..
Quell'uomo ora la pensa giorno e notte, maledicendosi per i terribili sbagli dei quali solo lui è il colpevole...
Ma non ha perso la voglia di sognare: sogna quella donna, sogna che le doni una bimba dolce come te, sogna di poterle amare, rispettare, coccolare e proteggere da tutto e da tutti...
La stella continuò a narrare, finchè la bambina si addormentò,
abbracciando la sua bambola di pezza.
Sognò un'altra stella, che le raccontò un'altra favola
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